lunedì, dicembre 18   >

Stasera mangio indiano

Il tipo, calmissimo, è arrivato con una tisana prima ancora del menu. Il messaggio era chiaro, calmati coglione, preparati a leggere serenamente il menu e placa il tuo appetito vorace da italiano spaghettaro. Qua si respirano retaggi degli antichi Veda, mica fajoli co' le cotiche.
La musichetta di sottofondo è un misto tra Gigi D'alessio e Shakira, i tappeti appesi al soffitto mi gettano in profonde riflessioni sugli aspirapolvere indiani. Quelli meditano, volano, si sa. Ordino bene, i miei commensali annuiscono, deduco che ho pescato tra le pietanze migliori. Sul vino Kamasutra c'è un bigliettino che invita ad associarlo con cibi molto speziati per garantirsi una notte da montone ingrifato. Seguo il consiglio, le donne al tavolo mi osservano con morbosa curiosità, aspettano di vedere il Mr.Hyde da un momento all'altro. Non accadrà.
Taglio corto, (c'è M.J.Fox ad 'Inside the Actor Studio') la cucina indiana è buona e colta. I semini che ti portano da masticare per digerire sono cristalli di saggezza e conoscenza del corpo umano. Tracanno vino indiano e sgranocchio sassolini dalle essenze millenarie che di lì a poco mi faranno ruttare come il draghetto Grisù. Chiaramente in modalità sommessa, non teatrale e amplificata, alla leone della MGM come vorrei, ma la vita sociale ha le sue regole. Chiudo il portone in legno con le incisioni artistiche e cammino per via S.Felice, cazzo quanto costa 'sto retaggio dei Veda, mortacci loro. Piove.