martedì, gennaio 9   >

Caro attrezzo per i pettorali

Caro attrezzo per i pettorali, da tempo ti guardavo nelle televendite, di notte. Che incredibile facilità d'uso, che mente brillante quella che ti ha congegnato. Come ti vorrei. Il tipo con il torace di plastica si stende su di te e pompa leggero sorridendo alla telecamera. Tu glieli fai lavorare e crescere, senza dischi, pesi, panche o flessioni alla Balboa. Il tuo prezzo però era troppo alto, non ti compravo. Un giorno ti ho visto in bella posta tra gli scaffali del supermercato, eri prorio tu, ma 35 euro erano ancora troppi. Rimandavo così la scultura delle zizze, settimana dopo settimana senza grandi rimorsi, fino a due giorni fa, quando ti ho rivisto su un altro scaffale. Stavo per passare oltre come al solito grazie all'infallibile alibi del prezzo alto, ma la Cina ha mandato tutto a puttane.
Non costavi più 35 euro, neanche 25 o 15. Grazie a miliardi di cinesini insonni e laboriosi il prezzo che brillava sul cartellino era di 4,99 euro. Manco 5 euro, quattrovirgolanovantanoveeuro! Come madonna facevo a non comprarti? Come potevo. Ho chiesto anche alla cassiera di controllare. Mi pare impossibile che costi così poco, per favore gli passi la pistola sopra, mi sa che hanno sbagliato, le ho detto disperato. La cassiera ha puntato la pistola, lei Clint Eastwood ed io il Brutto. Il prezzo è giusto bastardo, adesso sparisci con questa cagata o ti faccio un buco in mezzo alla fronte, ha detto stringendo il sigaro tra i canini.
Te ne stai nel mio salone da due giorni, ancora sigillato nella tua scatola. Chissà perché non ho trovato il tempo di aprirti, i miei mille impegni. Cinesi del cazzo.