venerdì, maggio 11   >

Via degli Orefici

La barriera degli scooter aveva un varco, ci passai dentro. Un tipo all'ombra parlava ad alta voce di una cosa da fare con la buccia del limone, ma non quelli del supermercato. Infilai la via larga saltando sul marciapiede ingolfato. Una donna dalla vita troppo lunga per averla così bassa offriva visioni sgradite piegandosi a leggere un prezzo. Il frate seduto all'angolo di Tamburini attendeva la carità ma non ci credeva manco più lui.
Era l'estate che prendeva a calci nel culo la primavera, si sentiva il conflitto nell'aria, l'ascella del tranviere indecisa sul sudare. A destra un nuovo esemplare per la rassegna dei vecchi ricurvi. Da un po' ne notavo sempre di più in giro e mi davano una gran pena. Persone con sulle spalle anni così duri e così tanti da schiacciargliele. Avanzavano prostrati tra la gente, in una moltitudine fatta di piedi, scarpe, stivaletti ricchi e ciabattoni poveri. Il mondo dei vecchi ricurvi è come quello dei cani piccoli.