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Degli uomini e dei tappeti mobili

Potremmo dividere il genere umano tra: quelli che giunti su un tappeto mobile arrestano ogni muscolo e quelli che invece continuano a camminarci sopra. Il primo pensiero è: quello che arresta ogni muscolo è colui che non ha un cazzo da fare. Non è così. Credo che la differenza sia più profonda, genetica, sociologica. Parlerò delle mie distratte osservazioni registrate durante spostamenti tra nord europa e sud europa.
Nel sud europa, Italia e un certo sud della Spagna, la maggior parte delle persone che giunge su un tappeto mobile si ferma completamente, cade quasi in stato catatonico. Li vedi che si studiano nelle superfici riflesse, si scaccolano, guardano in alto senza un motivo, si fanno domande mentali sul concetto di infinito. Tra costoro si annida sicuramente una buona percentuale di fancazzisti, di calmi dentro, di guru in meditazione, ma il dato curioso è che tra questi c'è anche una percentuale minore di frettolosi, di ansiosi, di tormentati dalle lancette che malgrado quella natura, non si muovono. Ho visto un tizio correre come un indemoniato alla palese ricerca di una scala per raggiungere il piano inferiore, parlava concitatamente al telefonino annunciando di continuo il suo arrivo all'interlocutore. Poi ha trovato il tappeto mobile e come per incanto s'è paralizzato. Arrivato al termine ha ripreso intatte la sua corsa e la sua fretta.
Il fenomeno accade sia per le persone in salita che per quelle in discesa, ma, cosa più curiosa, accade anche per i tappeti mobili non inclinati, quelli presenti negli aeroporti. Oltre alla naturale considerazione machecazzo cammino a fare se tanto mi porta lui, suppongo avvenga nel nostro cervello una sorta di associazione del mezzo in questione all'ascensore, ove effettivamente non puoi muoverti.

Nel nord dell'Europa, Germania e Inghilterra, ho potuto invece rilevare il fenomeno opposto. Una buona parte degli osservati, giunti sul tappeto mobile continuava a camminare, in special modo quelli sul tappeto non inclinato. Addirittura, credo a Londra, un cartello invitava a non stare fermi sulla 'corsia' di sinistra del tappeto per lasciare libero il passo.

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