sabato, giugno 14   >

Riassunto: E venne il giorno

Allora c'è uno che fa il professore credo a Napoli e sta preoccupato che le api piaggio non si trovano e lui non se lo spiega, dice che la natura o la camorra le hanno fatte sparire, ma forse sono pure i bombolari e i cartonari che se le fottono. Nel frattempo un sacco di gente mentre cammina in mezzo al parco si blocca e non capisce più niente, sentono la puzza della munnezza, alcuni camminano all'indietro per non andare con i piedi nella schifezza. A una ragazza le viene a mente che Bassolino ancora non l'hanno carcerato allora si leva il fermacapelli dai capelli e se lo chiava nel collo sola sola per la disperazione. La notizia si sparge, dice che sta arrivando Berlusconi a pulizzare tutto, allora la gente si butta dai palazzi e si sfracella per terra, un vigile si spara in fronte, la pistola gli cade e l'acchiappa una zoccolona che passava di là e si spara in fronte pure lei.
Il professore allora prende il treno con la moglie e la figlia scema di un amico suo, se ne vanno verso nord che forse ci puzza di meno. Ma però il treno si ferma, c'è lo sciopero. Scendono a Chiaiano. Si sperdono tutti in mezzo alle campagne. La terra però è piena di munnezza sotterrata e di rifiuti tossici che sciosciano da sotto a sopra muovendo gli alberi, l'erba e le piante. La gente mentre cammina respira tutta questa chiavica ed escono pazzi, e chi si taglia le vene, chi si butta sotto a una motozappa, chi si sputa in faccia, chi si schiatta con la macchina in fronte a un albero a cento all'ora e così via.

Il professore però riesce a non respirare la munnezza e arriva a una casa isolata in mezzo alla campagna. Dentro c'è la vecchia Jervolino, una che era uscita pazza a furia di fare la raccolta differenziata e a mischiarla di nuovo. Il professore la avvisa che la munnezza sta ammazzando a tutti quanti ma lei non se ne fotte, dice che non ne ha mai voluto sapere di queste cose. Si vanno a coricare e la mattina la Jervolino, che era uscita fuori a cogliere le cipolle, respira la munnezza e si mette a dare incapate da fuori la casa dentro i vetri delle finestre tagliandosi la testa e buttando il sangue dal cannarone e dalla faccia e dagli occhi.
Il professore non se ne fotte troppo, vede che butta il vento e chiude tutto per non uscire pazzo pure lui. Poi si accorge che la moglie e la figlia scema dell'amico suo si erano allontanate. Iastemando iastemando allora esce e le va a recuperare e si accorge che respirando la munnezza non esce più pazzo.
Il professore capisce che forse è arrivato Berlusconi e ha pulizzato qualcosa. Prende la moglie e se ne tornano a casa. Si baciano, lui le dice che però si voleva fare una farmacista bona e lei gli dice che si voleva fare un parrucchiere. Ma non fa niente, infatti proprio mentre si dicono queste cose lei esce incinta felice felice. Si perché le napoletane sono sempre felici quando escono incinte.
Poi il professore vede il tiggiuno che dice che è morta un sacco di gente e che mo' con i termovalorizzatori si risolve tutto. Poi però si vede improvvisamente una città di un'altra parte del mondo, la gente parla milanese, mentre camminano in mezzo al parco sentono la munnezza pure loro, escono pazzi e fanno tutti la stessa fine.

Mo' a parte il riassunto, io penso che i soldi del biglietto di questo film me li potevo veramente sparagnare e mi andavo a comprare una marenna e una cocacola e mi davano pure il resto.

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