venerdì, settembre 5   >

Padri salentini

Questo tatuato babbo cinquantenne piazzava due ombrelloni per volta, uno di fianco all'altro, su una stessa linea retta immaginaria parallela alla riva del mare. Poi si dedicava a stendere i tre asciugamano, non prima di aver lisciato la sabbia sotto ed aver ricavato la scultura di tre cuscini all'altezza delle tre teste. Poi sistemava il box frigo in una delle due ombre ed estraeva nel solito ordine nell'arco di due ore: pomodori, pesche e prugne distribuendole alla silenziosa moglie e al piccolo marmocchio, tale Jonathan.
Quest'ultimo, richiamato dal padre ogni venti secondi (Gionatà!), correva elettricamente nel raggio di dieci metri, spruzzava acqua con pistole colorate, lanciava un frisbee blu sulla fronte dei passanti ed acchiappava con la bocca i pezzi di frutta che il padre gli lanciava, stile foca. Quando non faceva tutto questo, piangeva disperatamente per varie bue ricevute durante i trastulli. Un pomeriggio ascoltai un passaggio memorabile:

Gionatà - Uaaahhhhh, uaaahhhh
Babbo - Gionatà, statte zitto!
Gionatà - Uahhhhh
Babbo - Gionatà se smetti di piangere ti passa la bua!
Gionatà - .... Uà (scettico)
Babbo - Ti dico che se smetti ti passa!
Gionatà - ... (smette)
Babbo - Hai visto? Allora, ti è passata?
Gionatà - ... (poco convinto, tira su col naso e sta per ripartire)
Babbo - Adesso se piangi un'altra volta, la bua ti fa male dieci volte di più!
Gionatà - ... (paralizzato e sconfitto)

Scacco matto in due mosse, il babbo si ficca un pomodoro in bocca e scruta l'orizzonte.

2 commenti:

fran-tes-to ha detto...

ma sei sicuro fossero salentini?
la trascrizione fa pensare a miei concittadini romani

Jed ha detto...

Era pugliese emigrato in Svizzera, figlioletto urlante in due lingue e moglie senza parole pugliesi né svizzere.

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