mercoledì, marzo 4   >

La sindrome di Cicciobello

Da sdraiato penso diversamente che da in piedi. Non so se dipenda da una possessione da parte del divano che ha un suo divanopensiero e me lo trasmette manipolandomi, oppure da una diversa irrorazione sanguigna del cervello. Da sdraiato posso arrivare a tollerare ogni mostruosità che una volta in piedi condannerò senza appello. Cicciobello messo in orizzontale chiudeva gli occhi, io ne chiudo uno, su tutto. Da sdraiato guardavo un documentario sui Talebani, si ma in fondo poveracci sono dei deboli e si schermano dietro una presunta forza, son dei bimbi, hanno paura che gli guardino le donne e le insaccano, hanno paura che quelle gli mettano le corna e le lapidano, hanno paura di un'invasione di barbieri e progettano la bomba, etc. Mi alzo per andare a bere, talebani del cazzo, nel 2009 ancora tolleriamo la presenza di questi ottusi puzzoni assassini, tutti a Guantanamo rapati a zero e fanculo pure a Obama che l'ha chiuso.
Da sdraiato ricevo telefonate e parlo con la mitezza di Gandhi, elargisco indicazioni tecniche a tarda ora, accetto col sorriso chiamate che da in piedi solitamente maledico. Ieri sera da sdraiato ero d'accordo con Dexter che ammazzava Lila, 'sta rompicoglioni per poco non lo faceva sgamare, ammazzala così, bravo. Poi da alzato ho deciso che per quel solo tremendo delitto smetterò di guardarlo per sempre, quel coglione di Dexter e tutti i serial americani splatter e stupidi che fanno morire fighe come Lila.
Da sdraiato penso che Ratzinger in fondo fa un lavoro come un altro, che Marzullo quando esce dagli studi Rai non è lo psicopatico di Non è un paese per vecchi, che la Ventura ha dei momenti di simpatia, che il premier ci traghetterà fuori dalla crisi, che i capelli di Alberto Angela abbiano un senso, che il coccodrillo può papparsi tutti gli indifesi cuccioli di gnu che desidera a patto che il narratore non cambi quel soporifero tono di voce, non ora no, che dolcemente affondo nella pennica del secolo.

Nessun commento:

Posta un commento