martedì, ottobre 12   >

Passaggi

Stasera sul treno da Napoli centrale è entrata una falena dal finestrino.
Ha volato il giusto per andare a posarsi pigra su una parete.
Se n'è stata lì.
Alla fermata di Pompei, è scesa.

sabato, ottobre 9   > ,

I miei tre fiammiferi per oggi

Il primo per illuminare una fugace riflessione tv. Rimbalzando su vari channels anglofoni mi sono imbattuto per coincidenza in un paio di programmi su tema charity, homeless e belle cose così. In entrambi le anchorwomen chiamate a sensibilizzare il pubblico sui poveracci senza fissa dimora, avevano per l'occasione un culo come una casa.

Il secondo per illuminare le pagine memoriali dei grandi navigatori del passato. Ci sono vari libri, digitali e non, e tutti molto ispiranti. Da quei capitani che vagavano nel blu alla ricerca di terra ci tiri fuori parecchie lezioni, tipo: se qualcosa sembra terra e poi scompare, son cose che capitano a chi va per mare, fregatene, magari prendi un cannocchiale migliore al marinaio e riguardi un po' le rotte, specie se sei in mare da parecchio.

Il terzo per illuminare la postazione del lustrascarpe che vedo ogni mattina in Piazza Garibaldi. Un'occupazione coraggiosa nel 2010, ove fermarsi a farsi lustrare le scarpe da uno sciuscià di mezza età scappato da un film di De Sica, diventa un problema serio.
1) non ci sono più tante scarpe che possono essere lustrate.
2) se ti fermi a fartele lustrare, la gente ti guarda come fossi un verme approfittatore.
3) ti senti un verme approfittatore mentre lui te le lustra.

Ma malgrado le difficoltà tecniche lo sciuscià ogni mattina è rimasto al suo posto, da circa un anno.
Ieri, l'evoluzione: delle persone gli hanno portato delle buste piene di scarpe da lustrare e pulire, altri guardavano la scena e promettevano di fare lo stesso. Così adesso funzionerà, lo so. Minzolini, dì questo nel tuo tg.

Jacques sicuramente li usava meglio, ma ognuno c'ha i fiammiferi suoi.

mercoledì, settembre 29   > ,

Sweet Lele

Corona a peCorona.
Cara Belen, io te l'avevo detto. Il mio numero lo sai.

domenica, settembre 12   >

Suzuki

Dal menu del giapporistorante risulta significare: Branzino.
Magari ai motociclisti appassionati di pesce, farà piacere.



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sabato, settembre 11   >

Diciamoglielo

Viviamo nel tempo della velocità, della sintesi, della caccia all'attenzione, delle mono-porzioni, dei micro-pagamenti, della mobilità estesa, del turn-over estremo e dell'ansia.

Va benissimo, però diciamoglielo pure:

- alla cassiera del Supermercato Futura della chiavica di paese dove abito;
- ar 'monnezza' che puntualmente guida la sua cessocar col gomito fuori, davanti a me, nelle strade strette, mano destra per volante e sigaretta, mano sinistra per saggiare il vento e mignolo per riequilibrare la quantità di cerume nell'orecchio.
- al cameriere placido di un certo ristorante, che con la scusa che non scrive perché si ricorda tutto, porta sempre le cazzo di cose che si ricorda lui, che non sono le cazzo di cose che ho ordinato io.
- a Ratzinger, e al suo holy ghost-writer.
- all'edicolante che mentre scopriva che non gli era ancora arrivato, io perdevo 4 treni.
- a certi applausi di certe opere liriche.
- a certi tergicristalli.

poi se ci vogliamo calmare tutti, allora calmiamoci Tutti.




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Insert Coin

Nello specchio dell'ascensore ieri sera c'era uno che mi somigliava. Uno un po' sfavato e bagnato di pioggia. In alto a sinistra per un attimo sono apparse in fila le faccine dei videogames, quelle che ti dicono quante volte sei morto e quante vite ti rimangono. Sarà stata una svista, ma ce n'era stranamente una in più, malgrado il punteggio non esaltante.


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lunedì, settembre 6  

Waka Waka fever

Che se proprio lo devi ballare, fatti un attimo un esame di coscienza e calcola quanto sei distante, in chilometri, geneticamente, da Shakira.
Poi, se proprio è il caso, unisci le manine e comincia.

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giovedì, agosto 19  

In Salento

In Salento è difficile che piova.
Quando dappertutto sta piovendo, di solito in Salento non piove.
In Salento ieri c'era un cane abbandonato e un salentino lo ha adottato.
In Salento c'è un pescatore che vende i ricci per strada, si mette un guanto nero e te li apre con un coltellino e tu li mangi e lui ti guarda.
In Salento c'è una signora grassa come un trullo che ride felice e balla il twist quando dall'altoparlante si diffonde la musica anni '60.
In Salento gli indigeni si danno appuntamento la sera e fanno picnic notturni lungo la costa parlando e mangiando fino a tardi.
In Salento non sanno fare il gelato.
In Salento c'è una con un bel culo che sta sdraiata tutto il giorno ad ascoltare il suo ipod, poi qualcuno la chiama al telefonino e lei lo manda affanculo.
In Salento le cozze fanno parte di te.
In Salento le persone attraversano la strada molto più lentamente che altrove.
In Salento non c'è campo se non lo cerchi in complesse posizioni yoga.
In Salento ci sono i napoletani e i milanesi.
In Salento si mangia lo spumone duro.
In Salento c'è un tabaccaio che spiega che il fumo non uccide.
In Salento siamo tutti amici e ci prestiamo le pompe per gonfiare i materassini.


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mercoledì, maggio 26   >

domenica, maggio 2   >

Postulato di Reynolds

In qualunque giorno cadrà l'appuntamento per l'esame radiologico, l'operatrice sarà sempre una giovane donna e la tua mutanda sarà sempre quella sbagliata, ridicola.
(mio umile apporto domenicale all'opera di Murphy)

giovedì, marzo 11   >

Cose belle

Si ci sono ci sono. Cose che mi hanno emozionato di recente? Il mio cane che mi salutava alla stazione e l'Oscar a Jeff Bridges.

martedì, febbraio 9   > ,

Prova Di Cazziata Altrimenti Non Realizzabile

Spicca tra i comportamenti umani un simpatico format che annoto sotto il nome di 'Cazziata Altrimenti Non Realizzabile'.
La PDCANR, come per comodità la chiameremo, è uno sfogo-cazziata completo e dettagliato, derivante generalmente da un torto subíto, messa in scena con tanto di rappresentazione ed immedesimazione emotiva da una persona, di solito un imbecille, che la esegue volutamente dinanzi NON al reale temuto destinatario ma dinanzi ad una povera vittima-tester, amico o parente, un altro imbecille, che si accolla improvvisamente e senza accordi pregressi la parte del bastardo destinatario pigliandosi parolacce, minacce, ditate e fastidiosi sputacchi da verbosa concitazione.
Ho assistito a molte divertenti PDCANR e, da buon imbecille, qualche volta non ho potuto evitare di fare il tester ma in compenso ho imparato a riconoscere i segni del loro arrivo. Vediamo un esempio di come si manifestano:

Il collega si avvicina con un sorriso, magari con il caffé in mano, ti chiede qualcosa di formale riguardo la tua vita, tu gli rispondi come da copione e leggi nei suoi occhi un completo disinteresse, dietro quegli occhi il piccolo cervello sta solo accertandosi di averti agganciato e aver guadagnato la tua attenzione. Se avvicinassi l'orecchio al suo cranio sentiresti all'interno la piccola stampante ad aghi che sta scrivendo velocemente il testo di una PDCANR.
Di solito, dopo la tua risposta parte subito, anche troncandoti bruscamente. "Dì un po' hai letto la mail di Bregozzi?", sai che la tua risposta è inutile, sta partendo, lentamente davanti ai suoi occhi ti stai già trasformando in Bregozzi, non puoi farci nulla, dovresti scappare via ma non lo fai, subisci la metamorfosi.

"Ma ti rendi conto con quale arroganza fa passare certi concetti?",
intanto ti spuntano i baffi, ti cadono i capelli, ti cresce la pancia, Bregozzi prende forma dal tuo interno e preme contro il tuo ex aspetto esterno dissolvendolo.
"Io non so te, ma non ce la faccio più, NO, questa è roba da prenderlo per le orecchie, COSI', e dirgli.."
La mano si allunga sul tuo orecchio, fai per scostarla, gli fai capire che sulla spalla rende lo stesso l'idea.
"Bregozzi tu mi hai rotto il cazzo, tu CI HAI rotto il cazzo, ma chi credi di essere? Ma ti sei scordato da dove vieni? Tu te lo sei scordato! SI che te lo sei scordato!"
Ti agita il dito sulla faccia, partono gli sputacchi da concitazione.
"Ma IO ti metto a posto, IO TI SISTEMO PER LE FESTE, IO GIOVANNI BIANCONI SI, proprio io ti sistemo, Bregozzi del CAZZO..!"

Intanto passano persone che vorrebbero aiutare te o calmare lui, loro non percepiscono la PDCANR in corso. Cerchi una parola per chiudere questa stronzata, non te ne frega una mazza di Bregozzi e di Bianconi ma sei incastrato da protagonista in una spirale emotiva crescente. Devi interromperla e uscire da Bregozzi.
"Vabbé Giovanni, porta pazienza, sono comportamenti che poi danneggiano chi li assume.."
Lui ti guarda con l'occhio un po' più spalancato, hai parlato non da Bregozzi, stai uscendo da Bregozzi sottraendogli il bersaglio che stava colpendo con tanta soddisfazione.
"Che cosa? Eh no! Caro Bregozzi, il comportamento danneggia intanto prima noi! Eh già caro mio, PRIMA NOI, mentre tu mandi le tue belle email da stronzone!"
Ti sta ricacciando dentro Bregozzi, devi uscire ora, guardi l'orologio mentre ti punzecchia il petto con il dito indice.

"Caro Bregozzi per te c'è una sola parola, UNA SOLA: la vuoi sapere?"
Passa una collega, la saluti sorridendo, lui ti prende il mento e ti rigira correggendo la tua distrazione, gli stai rovinando il finale.
"LA VUOI SAPERE?.."
Ok, pensi, la voglio sapere, dimmela/digliela e levati dai coglioni, merdaccia.
"VAFFANCULO! Eccola la parola. Hai capito? Se no te la ripeto: VAFFANCULO!"
Il suo naso quasi tocca il tuo. E' il momento, adesso.
"Mannaggia che situazioni. Vabbé ciao Giovà, fammi sapere come va a finire eh"
Lui torna in sé, mette le mani in tasca e riprende un'espressione mite e ferita mentre se ne va.
"E come va a finire.. Ciao Jed, a dopo ciao".

domenica, gennaio 24   >

Ma amalo tu

Salire a piedi un palazzo di 6 piani a 40 anni ti fa capire tante cose sulla preparazione atletica, il fiato e tutte quelle cazzo di cose lì. Ma stendiamoci sopra un bel velo pietoso e procediamo. Sei piani. Dodici rampe di un vecchio e putrido palazzo che di piani ne conta nove. Io vado al sesto a trovare una vecchiaccia mia parente. L'ascensore? Fuori servizio.
Ogni piano 4 appartamenti. Ogni appartamento una famiglia che cucina, procrea, starnutisce, urla, suda e caga. I finestroni d'ogni piano sono ben chiusi per evitare che tutta questa cultura olfattiva vada persa, giustamente. Tu sali e cresce l'affanno, di conseguenza respiri sempre più avidamente e divori sempre più puzza. Inglobi nubi di particelle volatili staccatesi da pentoloni, pannoloni, monnezze, mobili, tubi e cessi vari. Storie di broccoli, merit, mastrolindi, cavoli, acque di colonia, piedi marci, candeggina, muffe, dolci in cottura, di lettiere di gatti e stufe a gas.
Salendo ingobbito e agonizzante pensi a quella grande stronzata che andava ripetendo quell'illusionista moltiplicatore di sfilatini, ama il prossimo tuo come te stesso, e sorridi.