martedì, settembre 27   > , ,

Noi che i fumetti

Che si fa, si continua a far finta di nulla, a leggere di allegri anziani che non vanno ai processi, di nuovi cardinali e arcivescovi insediati con gran (inspiegabile) copertura mediatica,  o ci si ferma un attimo tutti e si realizza con un polposo senso di vuoto che ieri è morto Sergio Bonelli
Quanti di noi, tarme da edicola, se ne stanno oggi con un baloon bianco sulla testa con dentro tre puntini sospensivi? Noi che solo il profumo di certi 'giornalini' ci scatenava la salivazione. Ci abbattevamo come locuste sui preziosi stampati: da Braccio di Ferro a Provolino passando per Felix il Gatto, da Tiramolla alle centinaia di Topolino, e poi i Marvel e poi gli Alan Ford con le pagine rilegate male che si staccavano e diventavano assorbenti sul fondo-gabbia del criceto. 
A tavola, mano destra alla forchetta e mano sinistra ferma sul giornalino messo in piedi, perfetta barriera tra noi e genitori. I dialoghi tra Zio Paperone e nipoti erano interrotti qua e là da flebili richiami di nostro padre: Non si legge a tavola. Ma anche lui era troppo distratto dai vari TG per controllare che il monito avesse avuto seguito. 
Poi un bel giorno scoprimmo i fumetti Bonelli. Capimmo come chi cresce e si fa la prima barba che eravamo saltati in un tempo diverso. Sono i momenti in cui echeggia quell'Ubi Maior impietoso e il nostro 'Reparto Mentale Attenzione/Interesse' invia il suo portavoce a parlarci: 
Gentilissimo titolare, come sta? Avrà sicuramente registrato un calo di Interesse per i dentoni di Provolino o gli spinaci di Braccio di Ferro. Si sarà accorto che i crimini di Gambadilegno o le cadute di Paperino non la coinvolgono più emotivamente. Ebbene caro titolare, sono qui per comunicarle che noi del reparto Attenzione/Interesse abbiamo staccato la spina a questi fornitori minori ed abbiamo stipulato con successo un contratto in esclusiva con l'editore Bonelli. Da oggi, caro titolare, lei leggerà solo quelli. Solo da quelli trarrà giovamento. Solo con quelli si incuriosirà, sognerà e viaggerà. Gli altri fumetti le parranno lontani e banalotti. Buona giornata, la saluto. 
Un sms a Sergio? Sarebbe questo:
"Grazie Sergio Bonelli per i mondi aggiuntivi con cui hai espanso le nostre vite in larghezza".
Si lo so, se n'è andato pure Mirigliani, appena ho tempo dedico un post anche a lui, dieci minuti di scrittura commemorativa non si negano a nessuno, che diamine. Il problema è che devo superare quel dannato quadro di Angry Birds.

sabato, settembre 24   >

mercoledì, settembre 14   >

Stiamo cambiando aspetto

Trenitalia sta appendendo qua e là all'interno dei vagoni dei cartelli con la dicitura 'Stiamo cambiando aspetto'.

Il commento di un viaggiatore napoletano non troppo soddisfatto dei servizi è stato: "Tant semp v truamm o'stess e v' rumpimm o cul"

(Tanto comunque vi troviamo e ve la facciamo pagare)

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Benestante

Il tipo mentre mi dava il resto a spicci finiva il discorso con un cliente 'resident/nullafacent' in piedi in un angolo dell'edicola.

"Ma no, quello che dite voi è un'altra persona, sta pieno di guai. Quello che sto dicendo io invece ha lo stesso cognome ma è benestante."

Eccola. È una delle parole che mi piacciono di piú. Mi piace il suono, il fatto che sia composta, mi piace il contenuto positivo che trasmette, la sintesi che fa. Benestante.
In qualche modo ho sempre attribuito a questa parola piú colori dei pochi che ha, la altero e la lego erroneamente ad un senso di pace.

Noi associamo immagini alle parole.
La mia immagine per 'benestante' è palesemente sbagliata ma oramai mi dicono che non si puó piú cambiare: visualizzo ogni volta mio nonno che dorme sorridente sul divano con mezza copertina sui piedi e con la tv in bianco e nero che gracchia da sola nel silenzio del pomeriggio estivo.

Mentre associo sono consapevole che quello è solo un uomo anziano che sta godendosi un gran pisolino dopo un po' di vino, decisamente da tutt'altra parte rispetto al benestante del vocabolario. Se poi aggiungiamo che mio nonno era un operaio padre di cinque figli, ci allontaniamo ulteriormente dalla parola.
Se poi ci mettiamo che era pure malato, uno si chiede da dove cazz arrivi questa associazione.
E invece per me quel placido quadretto ha per titolo proprio: Il Benestante.
Ma molliamo il nonno e andiamo avanti.

Benestante è una bella parola, dicevo. La usiamo per indicare uno che non ha problemi economici.

Ho chiesto a mia madre (benestante inconsapevole) cosa associ lei a 'benestante'. Ebbene lei vede persone sorridenti, eleganti, mai particolarmentente impegnate in cose faticose, data l'agiatezza. E specifica che sono belli, puliti e spensierati.

Con la spensieratezza potrei insistere con la mia associazione e riproporre il nonno che pisola, ma sarebbe sbagliato di nuovo poiché lui pisolava in pausa pranzo dalla fabbrica, non era spensierato ma si era fatto un culo cosí ed era in coma. Magari il sorriso era una paresi.

Come colpo di grazia dai benestanti belli e puliti di mia madre, va infine detto che il nonno era pure brutto e inevitabilmente anche un po' sudicio.

Comunque, ció che vorrei fissare in questo post malestante è che: essendo 'benestante' una parola potenzialmente poetica, piacevole all'udito e al palato, la gradirei svincolata dal mero fatto monetario e recuperata al senso letterale, promossa a descrizione d'un piacevole clima dell'animo, anche se temporaneo.

- Pancrazio, come va oggi?
- Oggi sono nel benestare. Ho molte delle mie poche esigenze al momento soddisfatte. Quindi benestó. Il mio cane mi guarda felice con la lingua penzoloni e ci godiamo assieme questo raggio di sole. Noi adesso siamo proprio benestanti.
Poi, se il mio nome non fosse Pancrazio starei ancora meglio.



lunedì, settembre 12   >

Sbocchi professionali

Ai ragazzi che in questo periodo delicato stanno scegliendo la facoltà a cui iscriversi dico: scegliete bene e una volta al termine non fermatevi, cercate di specializzarvi.
Allego una foto di chi ce l'ha fatta.

sabato, settembre 10   >

Ascensore per la Salvezza

Questo adesivo della 'Gioventú Ardente Mariana' attaccato all'interno della cabina di un vecchio ascensore ispira alcuni pensieri al mio povero cervello infedele:
1. Questo ascensore è palesemente poco sicuro, devono essersene accorti anche gli 'ardenti';
2. La richiesta di Salvezza in questo caso la comprendo anch'io;
3. La 'Madonna Ascensorista' potrebbe essere un nuovo culto mariano di successo, con visite di preghiera per gruppi da massimo 310 Kg;
4. L'Ascensione diventa nel caso specifico un'esperienza mistica fruibile e catartica associata e fatta seguire a continue e colpevoli 'Discensioni';
5. Collego vagamente la 'Gioventú Ardente Mariana' alla 'Gioventú Bruciata' di quel film con James Dean, troppo fumo in entrambi i casi.