mercoledì, settembre 14   >

Benestante

Il tipo mentre mi dava il resto a spicci finiva il discorso con un cliente 'resident/nullafacent' in piedi in un angolo dell'edicola.

"Ma no, quello che dite voi è un'altra persona, sta pieno di guai. Quello che sto dicendo io invece ha lo stesso cognome ma è benestante."

Eccola. È una delle parole che mi piacciono di piú. Mi piace il suono, il fatto che sia composta, mi piace il contenuto positivo che trasmette, la sintesi che fa. Benestante.
In qualche modo ho sempre attribuito a questa parola piú colori dei pochi che ha, la altero e la lego erroneamente ad un senso di pace.

Noi associamo immagini alle parole.
La mia immagine per 'benestante' è palesemente sbagliata ma oramai mi dicono che non si puó piú cambiare: visualizzo ogni volta mio nonno che dorme sorridente sul divano con mezza copertina sui piedi e con la tv in bianco e nero che gracchia da sola nel silenzio del pomeriggio estivo.

Mentre associo sono consapevole che quello è solo un uomo anziano che sta godendosi un gran pisolino dopo un po' di vino, decisamente da tutt'altra parte rispetto al benestante del vocabolario. Se poi aggiungiamo che mio nonno era un operaio padre di cinque figli, ci allontaniamo ulteriormente dalla parola.
Se poi ci mettiamo che era pure malato, uno si chiede da dove cazz arrivi questa associazione.
E invece per me quel placido quadretto ha per titolo proprio: Il Benestante.
Ma molliamo il nonno e andiamo avanti.

Benestante è una bella parola, dicevo. La usiamo per indicare uno che non ha problemi economici.

Ho chiesto a mia madre (benestante inconsapevole) cosa associ lei a 'benestante'. Ebbene lei vede persone sorridenti, eleganti, mai particolarmentente impegnate in cose faticose, data l'agiatezza. E specifica che sono belli, puliti e spensierati.

Con la spensieratezza potrei insistere con la mia associazione e riproporre il nonno che pisola, ma sarebbe sbagliato di nuovo poiché lui pisolava in pausa pranzo dalla fabbrica, non era spensierato ma si era fatto un culo cosí ed era in coma. Magari il sorriso era una paresi.

Come colpo di grazia dai benestanti belli e puliti di mia madre, va infine detto che il nonno era pure brutto e inevitabilmente anche un po' sudicio.

Comunque, ció che vorrei fissare in questo post malestante è che: essendo 'benestante' una parola potenzialmente poetica, piacevole all'udito e al palato, la gradirei svincolata dal mero fatto monetario e recuperata al senso letterale, promossa a descrizione d'un piacevole clima dell'animo, anche se temporaneo.

- Pancrazio, come va oggi?
- Oggi sono nel benestare. Ho molte delle mie poche esigenze al momento soddisfatte. Quindi benestó. Il mio cane mi guarda felice con la lingua penzoloni e ci godiamo assieme questo raggio di sole. Noi adesso siamo proprio benestanti.
Poi, se il mio nome non fosse Pancrazio starei ancora meglio.



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