martedì, luglio 17   >

Viaggio o meta

Di sera costretto a prendere il treno con i suoi incredibili ritardi, con tutti quei puntuali disagi per i quali gli altoparlanti chiedono sadicamente scusa ghignando, non posso non notare ogni volta viaggiatori consumati, accasciati gli uni sugli altri, accatastati come vacche morte in vagoni frigo senza il frigo. Tra quei disagi c'è infatti sempre l'aria condizionata che non va o che si è improvvisamente rotta.

Dal nulla sale un ragazzetto felice con scritto sulla maglietta: 'Il bello non stà nella meta ma nel viaggio'.
Gli stanchi sguardi bovini osservano a turno quel motto toracico. Poi s'appisolano o forse muoiono, mandando nel mondo lente gocce di 'mavaffanculo' distillate da ascelle disincantate.

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