lunedì, settembre 23   > ,

Il Pescatore di Nulla

Ieri ho passato un piacevole pomeriggio in spiaggia, approfittando della languida pace settembrina.
Sono rimasto circa 3 ore, che sono 180 minuti, che sono circa 10.800 secondi. Ho letto decine di pagine, ascoltato vari brani musicali, cambiato varie posizioni sul telo, bevuto una bibita, fatto qualche telefonata.
Ebbene, in questo lungo e rilassante frattempo, lì sulla mia destra, irremovibile, implacabile, insondabile, stava il Pescatore di Nulla
Il Pescatore di Nulla è una figura filosofica che sta sulla riva del mare, con la sua canna puntata e attende. Il sole e il vento lo battono e lo consumano ma il Pescatore di Nulla non si muove. E' il Prodi di Guzzanti ma non parla, non respira, non può rischiare di spaventare i pesci. I pesci che però non ci sono.
Lui però li vede, in banchi guizzanti, lì vicino alla riva, a pochi metri da un paio di bambini che urlano e schizzano, a pochi metri da una signora tedesca che nuota a dorso. Sono proprio lì, i suoi amati e prelibati pesci Nulla.
Ho un assalto di tristezza. Lo immagino in varie altre situazioni della sua vita: in fila alla posta ma senza nulla da pagare o ritirare, in attesa del Bus ma senza salirvi, all'appuntamento con la fidanzata ma single, inginocchiato nel confessionale ma senza peccati.

Si spazia da concetti Zen ad incalcolabili formule economiche di costo/beneficio; da enigmi ortopedici a drammi neurologici fino alle anomali rifrazioni di luce e alle droghe allucinogene. Poi il rasoio di Ockham bussa discretamente al tuo intelletto e propone quella tragica soluzione finale: "ok basta è un coglione".

martedì, giugno 18  

Australiana esce dal coma e parla con accento francese

Questa cosa conferma una mia antica convinzione: per parlare il Francese è necessario un danno cerebrale. Se sei francese, ce l'hai di serie. Se non sei francese, devi procurartelo in qualche modo come ha fatto la signora.
(link alla notizia)

martedì, giugno 11   >

Non toglieteci mai il clacson

Il clacson va protetto, è uno degli ultimi segni manifesti della nostra sana bestialità. Il testimone del nostro verso ancestrale. Con il clacson abbaiamo agli altri veicoli, ruggiamo a quelli più piccoli e squittiamo a quelli più grossi.
Le macchinette city-car pigolano e guaiscono, i furgoni muggiscono e i camion barriscono e ruttano insieme, come il primo t-rex di Spielberg.

Il clacson è il nostro corno di guerra, il nostro tamburino, il nostro gong e la nostra sirena, arpa e trombone, piffero e cannone. Il pensiero fatto suono, un gesto che risolve ermeneutiche e semiotiche interpretative. E' il nostro codice morse genetico, epidermico, un colpo, due colpi, una raffica, un continuato, una bottarella, una schiacciata abbestia.

Sei bona, sei stronzo, cornuto, ciao carissimo, ué caro amico da quanto tempo ma adesso non posso fermarmi, aò levati dalle palle, scendi che sto aspettando, sono qui, auguri, che cazzo fai, e basta con questi fazzolettini, è verde vai coglione, è giallo vai coglione, è rosso-fresco vai coglione, gool.

Le navi spaziali del futuro avranno il clacson, automobilisti del cosmotraffico incroceranno razze mai viste prima e si capiranno con un paio di colpi di clacson, i 'cinque toni' di Incontri Ravvicinati l'avevano vista giusta, erano cinque colpi di clacson presi da un camion, e già si capiva tutto.

Fratelli di traffico, colleghi dannati dello stesso girone, non dovete più pensare, giocate pure con le vostre narici e suonate, suonate, suonate.



domenica, giugno 9   > , , ,

Deduzioni domenicali

Papa Francesco: "Tranquilli, Gesù vi perdona Sempre". Aggiungerei: "Quindi fate il cazzo che vi pare".

venerdì, maggio 24  

Crimi a Radio24

Questa mattina ascoltavo l'intervista a Vito Crimi su Radio24. Vado interrogandomi su quali possano essere le oneste motivazioni che schierano una persona mediamente intelligente contro le posizioni espresse dal neo-senatore. Personalmente ho trovato la sua chiarezza e la sua coerenza ineccepibili.

mercoledì, maggio 15   >

Carriere musicali

Il tipo dalla voce ispirata che canta nello spot in sottofondo 'Granbiscotto is foreveer..', mi fa una pena sincera.

Vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi commosso e dargli una pacca sulla spalla.

domenica, maggio 5   >

Il nido della rondine se lo fa la rondine

Sono qui a guardare questo nido di rondine. Ammiro la forma, la composizione e la tenuta a parete.
E' sera, la rondine madre è definitivamente rincasata con il suo carico di insetti e vermi per i piccoli.

Dall'interno del nido si sente un pigolìo stridulo diffuso, come il suono di un modem, staranno cenando.

Penso che un uccello ha realizzato questa semplice costruzione. L'ha fatta perfetta e adesso ci sta dentro con i suoi piccoli.
La forza di gravità non li disturba, il nido è attaccato sotto al muro, loro ci sono dentro si muovono e fanno peso, ma il nido resta attaccato.

Penso se la rondine avesse chiesto a me di fargli il nido, a me, uomo, membro della specie dominante sul pianeta, con i miei pollici opponibili e la grande scatola cranica probabilmente piena di cervello.

Sarei andato a comprare del pongo, lo avrei modellato e impastato con pagliuzze, avrei aspettato che si indurisse, sarei andato in ferramenta a comprare del silicone o del biadesivo tenace per fissare il polpettone concavo all'intonaco. Abbarbicato ad uno scaletto avrei lavorato e smadonnato per qualche ora.

Poi sarei sceso e avrei atteso, avrei osservato la famiglia di rondini entrare nel loro nuovo nido. Li avrei sentiti cenare all'interno.

Poco dopo li avrei visti rovinare al suolo, il nido in frantumi, i piccoli nel panico, la madre che mi guarda con disprezzo, e il ragazzo del ferramenta che dice "dottò per quel materiale il biadesivo non tiene, ci vogliono i fischer, ma voi il trapano a percussione lo tenete?".

sabato, marzo 23   >

Districarsi

Osservo ed ascolto una affettata signora straniera in coda con me verso le casse. Dialoga con una sua accompagnatrice scandendo le parole a voce alta e con tono alterato.
L'accento è dell'europa orientale. Per due volte, a distanza ravvicinata, delizia tutta la fila scandendo un paio di 'Disticazzi' volendo intendere 'Districarsi'.