lunedì, settembre 23   > ,

Il Pescatore di Nulla

Ieri ho passato un piacevole pomeriggio in spiaggia, approfittando della languida pace settembrina.
Sono rimasto circa 3 ore, che sono 180 minuti, che sono circa 10.800 secondi. Ho letto decine di pagine, ascoltato vari brani musicali, cambiato varie posizioni sul telo, bevuto una bibita, fatto qualche telefonata.
Ebbene, in questo lungo e rilassante frattempo, lì sulla mia destra, irremovibile, implacabile, insondabile, stava il Pescatore di Nulla
Il Pescatore di Nulla è una figura filosofica che sta sulla riva del mare, con la sua canna puntata e attende. Il sole e il vento lo battono e lo consumano ma il Pescatore di Nulla non si muove. E' il Prodi di Guzzanti ma non parla, non respira, non può rischiare di spaventare i pesci. I pesci che però non ci sono.
Lui però li vede, in banchi guizzanti, lì vicino alla riva, a pochi metri da un paio di bambini che urlano e schizzano, a pochi metri da una signora tedesca che nuota a dorso. Sono proprio lì, i suoi amati e prelibati pesci Nulla.
Ho un assalto di tristezza. Lo immagino in varie altre situazioni della sua vita: in fila alla posta ma senza nulla da pagare o ritirare, in attesa del Bus ma senza salirvi, all'appuntamento con la fidanzata ma single, inginocchiato nel confessionale ma senza peccati.

Si spazia da concetti Zen ad incalcolabili formule economiche di costo/beneficio; da enigmi ortopedici a drammi neurologici fino alle anomali rifrazioni di luce e alle droghe allucinogene. Poi il rasoio di Ockham bussa discretamente al tuo intelletto e propone quella tragica soluzione finale: "ok basta è un coglione".

1 commento:

cooksappe ha detto...

quel rasoio mi ricorda che devo fare un salto dal barbiere

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