sabato, gennaio 3  

La beatitudine delle Sentinelle in Piedi

Quando vedo fenomeni popolari come le Sentinelle in Piedi, mi rassereno, entro in una condizione mentale alfa che paradossalmente mi libera dalle preoccupazioni. Dopo sporadici allarmi o apparenti eccezioni, tutto il quotidiano circostante ci conferma che questo non è un paese o pianeta per intelligenti o per chi vuole complicarsi la vita con pensieri che vanno oltre un libro, una regola, una tendenza.
D’altronde, ce lo insegnano poeti e pensatori, il ricercare, l’analizzare, il capire, sono attività che rendono tristi, sottraggono sicurezza. Meglio dunque il fermarsi in quella forma di statica beatitudine, di loop del pensiero, che rende libere tante di queste belle sentinelle.
La migliore descrizione di questa condizione di serena cessazione cognitiva, viene da un detto che un mio anziano parente usava ripetere accarezzandoti il capo: “Eh, beat a’ tte, ca nun capisc nient!”.
(Nella scena lui era ovviamente mesto durante la carezza, tu invece lo guardavi compiaciuto con un mezzo sorriso e un'espressione tipo questa)


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