domenica, gennaio 18  

Diciamo NO a straordinario, insieme possiamo farcela

Giornalisti, opinionisti, public and private speakers vi prego di unirvi a me per questa nobile causa, battiamoci per la salute del nostro linguaggio malato, abusato e morente. Su un blocchetto o sul palmo della mano scriviamoci questa serie di alternative alla parola 'straordinario' e recitiamocele quando nessuno ci vede. Io sono sicuro che possiamo farcela, facciamoci coraggio.

Eccezionale, sorprendente, incredibile, stupefacente, sbalorditivo, strabiliante, fenomenale, inaudito, prodigioso, bellissimo, splendido, meraviglioso, formidabile, fantastico, strepitoso, indescrivibile, magnifico, favoloso, senza precedenti, inimitabile, clamoroso, brillante, etc.

sabato, gennaio 3  

La beatitudine delle Sentinelle in Piedi

Quando vedo fenomeni popolari come le Sentinelle in Piedi, mi rassereno, entro in una condizione mentale alfa che paradossalmente mi libera dalle preoccupazioni. Dopo sporadici allarmi o apparenti eccezioni, tutto il quotidiano circostante ci conferma che questo non è un paese o pianeta per intelligenti o per chi vuole complicarsi la vita con pensieri che vanno oltre un libro, una regola, una tendenza.
D’altronde, ce lo insegnano poeti e pensatori, il ricercare, l’analizzare, il capire, sono attività che rendono tristi, sottraggono sicurezza. Meglio dunque il fermarsi in quella forma di statica beatitudine, di loop del pensiero, che rende libere tante di queste belle sentinelle.
La migliore descrizione di questa condizione di serena cessazione cognitiva, viene da un detto che un mio anziano parente usava ripetere accarezzandoti il capo: “Eh, beat a’ tte, ca nun capisc nient!”.
(Nella scena lui era ovviamente mesto durante la carezza, tu invece lo guardavi compiaciuto con un mezzo sorriso e un'espressione tipo questa)


giovedì, settembre 4   > ,

I tatuati e i decisori di lungo termine

Il tatuaggio è senza dubbio una scelta di lungo termine. Si è chiamati a decidere, spesso con lungo struggimento interiore, se una tartaruga mahori, un pesce esotico mostruoso o un pittogramma orientale possano rappresentarci, campeggiando su parti del nostro corpo, per l'eternità. Nulla di male, se non fosse che spesso le persone che si fanno incidere un tatuaggio appartengono ad una particolare branca della specie umana:  di quelli che dinanzi alla scelta di un gelato fanno fermare la fila in gelateria, perché non riescono ad accoppiare due gusti su un cono. Vabbé dai sono indeciso, fammelo tutto al limome. Gli stessi che chiamano e richiamano la concessionaria per cambiare di continuo il colore della macchina nuova che hanno ordinato e quelli che al ristorante studiano il menu con lo stesso impegno e lo stesso tempo di un esame di diritto amministrativo all'università, mentre il cameriere medita in piedi la loro uccisione con il cavatappi a vite nel cranio.

E sono proprio queste persone che, improvvisamente, decidono di tatuarsi. Alcuni di loro, terrorizzati dal pesce mostruoso o dal tribale, si rifugiano nella tranquillizzante regolarità di un nome, quello dei figli o di qualche parente. E alcuni di questi alcuni, fanno apposta un figlio per poi poterselo tatuare: Donovan!
Papà ma perché cazzo mi avete chiamato Donovan?
Perché mi stava bene sul braccio in corsivo, taci.

Sono loro che poi devono farsi grattare dolorosamente via dalla natica il cuoricino con le iniziali della fidanzata che li ha traditi con l'installatore di Sky, e sono sempre loro che, dopo aver portato orgogliosamente sul torace per anni un pittogramma orientale 'da guerriero', fanno poi un viaggio in Cina e il tipo dell'albergo gli chiede come mai portano scritto in petto: Coniglio Presbite.

sabato, agosto 23   > , , ,

Intervista al grande sceneggiatore Luciano Vincenzoni

Qualche sera fa per caso scopro grazie a Raidue questa intervista di rara bellezza al grande sceneggiatore Luciano Vincenzoni (scomparso nel 2013), di Virginia Zullo. Se amate il cinema, la fantasia e la libertà delle idee vi consiglio vivamente di vederla tutta. Ci sono passaggi mirabili sui meccanismi dell'immaginazione, sugli eventi che cambiano la vita e su un certo grande cinema italiano. Buona visione, finché sarà on-line, e complimenti a chi l'ha realizzata.


giovedì, agosto 14   > , ,

Se la vigilia di Natale si cambiasse di posto con questa vigilia di Ferragosto

La stella cometa andrebbe avanti e indietro nel cielo e sarebbe un elicottero della forestale che spegne incendi.
I magi sarebbero migliaia, senza cammello, e porterebbero bracciali, occhiali colorati a specchio e collanine.
I pastori sarebbero in agitazione con il governo Renzi.
Benino, il pastorello dormiente, starebbe su un lettino e pagherebbe minimo 25 euro + 5 con ombrellone.
Il bue e l'asinello sarebbero eliminati e sostituiti da un climatizzatore a palla.
L'angelo con la scritta Gloria sarebbe attaccato ad un motoscafo con un paracadute dietro.
Maria e Giuseppe sarebbero fermi nel traffico con lei che gli mette di continuo Radio Maria e lui che cambia incazzato su Virgin.
E tanti, tantissimi poveri cristi sarebbero accolti dalla Guardia Costiera a Lampedusa e a Brindisi, stremati e senza l'ombra di un miracolo.

lunedì, agosto 11   > , , ,

Lettera aperta ad una zanzara tigre

Sei entrata nella mia vita solo due sere fa e mi hai già portato via due taniche di sangue, a giudicare dal numero dei punti di prelievo che ho contato sulla mia carcassa. Sei intelligente, ti nascondi sotto i mobili e se esci nella luce, voli alta e veloce ad una quota di sicurezza per poi sparire di nuovo, tipo stealth. Ti ammiro, stronza. Hai silenziato del tutto il ronzio, dopo millenni sei tra le prime ad aver capito che quello era il motivo per cui ci svegliavamo e vi stampavamo contro le pareti.

Mi hai studiato, sai che macchina ho e come mi sposto. Hai capito in quanto tempo mi addormento, hai capito che non devi volare dinanzi alla lampada per non creare ombra, hai fatto sopralluoghi e hai calcolato che tra tutte le stanze la mia sarebbe stata la più succulenta, senza lenzuola, con più nascondigli e senza troppe barriere tra te ed il tuo lavoro solitario. Ti ammiro, vigliacca.

Sei più intelligente dei miei cani e dei miei gatti e di certi miei parenti. Sospetto che tu sia la stessa che ho visto uscire dalla mia auto solo il giorno prima, adesso so che lo hai fatto solo per seguirmi nel portone e nell'ascensore o, peggio, per osservarmi dall'esterno della finestra. Sapevi anche che al suono del citofono avrei aperto per un attimo la zanzariera per controllare gli arrivi. Magari hai citofonato proprio tu, cercando il mio nome, non mi stupisco, ammiro la tua tecnica di caccia e il tuo sottile pensiero gelido, bastarda.

Ora io sono in ufficio e tu sei là, nella mia casa, immobile ad aspettarmi, come il coccodrillo che aspetta lo gnu. Sai che tornerò stanco e che dovrò dormire, e sai che quando mi addormenterò tu ti alzerai in volo nel pieno delle tue forze. Già sorridi pensando a quelle piastrine che accenderò per difendermi, perché tu sai che funzionano solo per le povere sciocche e piccole ronzanti, per te quei fumi sono solo inebrianti, eccitanti e ti predispongono meglio ad affondare l'ago nelle carni della tua vittima. Se gli Dei mi daranno la forza di non dormire e di approfittare del tuo primo errore, della tua prima disattenzione, sappi che ti colpirò e sarò il tuo Sandokan, oh tigre di merda.

L'estate nelle orecchie

E poi sai che è veramente estate quando parlando al telefono ti suda talmente l'orecchio che ti sembra di avere un polpo appeso su un fianco della testa, e poi allontani il telefono, e poi osservi il display fradicio con le gocce che deformano le icone delle apps mentre senti la voce dell'interlocutore ignaro che gorgoglia tra le acque. E poi te lo passi sul jeans o sulla tshirt per asciugarlo mentre gli altri ti guardano schifati, e poi ricominci a parlare come nulla fosse.


domenica, agosto 10   > , , ,

Pietà per Giletti e meno per le scorciatoie

Senza Youtube, uno normale non saprebbe mai che succedono queste cose deliziose in televisione. C'è una cantante ignota che prova pietà per alcune tipe facili ma che poi si corregge sulla natura del suo sentimento; c'è uno scialbissimo Giletti che nuota e a tratti quasi annega nel suo perbenismo multidirezionale; c'è un infervorato Sgarbi che parla di scorciatoie e urla 'libertà' come Mel Gibson in Brave Heart. Un teatrino raiuniano imperdibile, dove è chiarissimo dall'inizio che la ragione stia solidamente dalla parte di Sgarbi e che si stia montando una causa indifendibile. C'è una telefonata di un'altra scialbissima conduttrice e poi alla fine c'è un'unica vera pietà residua, quella per Giletti e per la televisione italiana.


martedì, agosto 5   > ,

Quelli che vanno molto piano in macchina

Quelli che vanno molto piano in macchina, quando uno se li trova davanti la prima volta, potrebbe pensare che siano persone prudenti e calme, che si preoccupano per se stesse e per il prossimo, che vogliono inquinare poco, che amano la natura e non vogliono rischiare di tirar sotto qualche gatto, che vogliono godersi il paesaggio, che stanno trasportando bambini o altri cuccioli e non vogliono sballottarli, che non vogliono prendere buche per salvaguardare le ammortizzazioni, che stanno riflettendo su problemi esistenziali o sugli estremi dolori della vita e si tengono al margine, lasciando fluire il traffico alla loro sinistra.

Poi però, dopo averne incontrato più d'uno allora capisci che quelli che vanno molto piano in macchina:

sono uomini o donne inabili alla guida di qualsiasi veicolo, che tremano con lo sterzo in mano guardando tutti e tre gli specchietti freneticamente con occhi che frullano nelle orbite. Tu sei a un centimetro dalla loro targe e maledici tutte le scuole-guida e tutte le patenti indebitamente consegnate, in questo paese surreale dove tutti hanno il diritto di essere automobilisti.

Sono teste di cazzo in perenne debito con l'esistenza, casi umani che stanno al centro della strada e che, se si accorgono che vuoi sorpassarli ti stringono a sinistra, perché devi stare zitto e dietro, perché la velocità di marcia è stata decisa e tu devi soffrire con loro, devi subire il loro senso di inidoneità al cosmo.

Sono persone che non hanno una minchia da fare nella vita, e probabilmente non ce l'hanno mai avuta e mai l'avranno, sono esseri che guardano solo avanti, esseri per cui il passato non esiste, che non si guardano mai indietro, anche perché se si guardassero indietro troverebbero te con una scure e lo sguardo di Nicholson in Shining.

Sono facebookers, twittatori, scrittori di SMS o cambiatori di CD nonché eterni impostatori di navigatore satellitare che non hanno mai capito come funziona. Sono esseri prossimi ad impatti violenti a voli carpiati fuori da quel parabrezza che non vedono l'ora di sfondare, per essere multimediali e smart fino all'ultimo respiro, al ralenti, beati in mezzo ad una pioggia di frammenti di cristalli.

Sono anziani morenti, carcasse aggrappate allo sterzo che infestano strade provinciali, statali e spesso autostrade. Guidano mentre sgranano un rosario o mentre ascoltano Radio Maria. Non vedono oltre il bollino dell'assicurazione. Alcuni vorrebbero anche cambiare marcia, mettere la terza, ma il polpaccio in decomposizione gli impedisce di premere sulla frizione. Spesso muoiono dopo aver messo la freccia ed essere spariti dalla tua visuale alla prima svolta.

Buone vacanze anche a voi, cari amici che andate sempre piano, vi auguro di andar sempre sani e lontani (da me).

venerdì, maggio 2   > , , ,

Il 'digital divide' e gli alberghi italiani

Gli alberghi e i resort in Italia sono in genere tutti teneramente uniti da un'unica grande assenza: L'Assenza di Rete. Io stamperei questa significativa grafica e la appenderei nei poster delle camere, sugli asciugamani e sui tappetini all'accoglienza. Anche incisa sulle saponette, perché no.
Potremmo fare i fighi e spacciarla per una cosa tipo questa.


venerdì, aprile 11  

Il Musichione

È avanti. E gli Elio sono super.

martedì, aprile 8   > ,

Anna Magnani

Tra le varie trasmissioni sdolcinate e nostalgiche che dispensano complimenti per tutti, ho perso le speranze. Quindi, come il buon Fantozzi sul palco della proiezione della corazzata, salgo e domando: Ma solo io penso che Anna Magnani sia un cessone cosmico? (40 minuti di applausi).


domenica, marzo 30  

Peppa e Violetta, siate le benvenute.

Peppa Pig e Violetta. Due icone mesmerizzanti che hanno lasciato il capoccione di Hello Kitty e qualche brandello di Winks nella polvere.
Ne osservo la deflagrazione implacabile, le loro facce che colano dagli scaffali e sbucano da ogni zainetto, puzzle, agenda o carta assorbente.
Ma io le tollero, quasi le consiglio, ed ecco perché:

Tolleranza di Peppa Pig:
Mi compiaccio della sua diffusione, del cazzone che le hanno disegnato sulla faccia e dell'attenzione che i piccoli le dedicano con la complicità dei loro allegri genitori.
Attendo la crescita di questi piccoli umani, con la speranza che un giorno, in quei loro cervellini abbia luogo un piccolo miracoloso corto circuito logico: ma 'sta Peppa Pig è la stessa a cui riserviamo questo inenarrabile, secolare, violento trattamento con annesso massacro di massa quotidiano? Ma Peppa è quella appesa nelle macellerie? Decapitata e messa a scolare a dei ganci con i goccioloni di sangue che cadono in terra? Spero in milioni di domande come questa, e mi auguro che l'industria della carne progressivamente muoia, riprendendosi finalmente quella morte e quell'orrore su cui ha campato e speculato per un tempo troppo lungamente impunito. E che tale industria sia considerata così come merita, così come Leonardo Da Vinci l'aveva descritta secoli fa: un efferato crimine.



Tolleranza di Violetta:
Violetta e le trame fortemente ormonali dei suoi contenuti, mi trovano favorevole. Va anche bene che i genitori allegri di cui sopra siano compiacenti e che fomentino la penetrazione di Violetta nell'immaginario delle creaturine che hanno sfornato (per la gioia della crisi demografica planetaria). Va benissimo così, perché è molto meglio che i bambini capiscano come funziona veramente il mondo e attorno a cosa gira, piuttosto che venire illusi e rimbambiti con sciocchezze da catechesi. Domani avremo in società degli adulti probabilmente più arrapati e sessualmente attivi (qualcuna finirà a leccare un martello e a fare twerking) ma di conseguenza saranno un po' più sani e non repressi. Saranno adulti probabilmente meno violenti, auspicabilmente poco religiosi e sicuramente molto meno pericolosi.

sabato, marzo 29   > ,

Di sempre

A proposito di tic sociali, assistiamo inermi all'invasione dei 'di sempre'.
La vacanza più bella di sempre al prezzo più basso di sempre con il partner più affascinante di sempre che corre sul percorso più tortuoso di sempre mentre ascolta la canzone più gettonata di sempre aspettando questa sera quando andremo a vedere il film più commovente di sempre parcheggiando nel parcheggio più abusivo di sempre.
Ridateci: degli ultimi anni, che possa esistere, possibile, della storia, del suo genere, del mondo.

martedì, marzo 4   > ,

Crisi e attività notturne

Il Corriere ha in spalla un adv che mette in luce la crisi dell'occupazione italiana e le drammatiche scelte di prostituzione di alcuni.


lunedì, settembre 23   > ,

Il Pescatore di Nulla

Ieri ho passato un piacevole pomeriggio in spiaggia, approfittando della languida pace settembrina.
Sono rimasto circa 3 ore, che sono 180 minuti, che sono circa 10.800 secondi. Ho letto decine di pagine, ascoltato vari brani musicali, cambiato varie posizioni sul telo, bevuto una bibita, fatto qualche telefonata.
Ebbene, in questo lungo e rilassante frattempo, lì sulla mia destra, irremovibile, implacabile, insondabile, stava il Pescatore di Nulla
Il Pescatore di Nulla è una figura filosofica che sta sulla riva del mare, con la sua canna puntata e attende. Il sole e il vento lo battono e lo consumano ma il Pescatore di Nulla non si muove. E' il Prodi di Guzzanti ma non parla, non respira, non può rischiare di spaventare i pesci. I pesci che però non ci sono.
Lui però li vede, in banchi guizzanti, lì vicino alla riva, a pochi metri da un paio di bambini che urlano e schizzano, a pochi metri da una signora tedesca che nuota a dorso. Sono proprio lì, i suoi amati e prelibati pesci Nulla.
Ho un assalto di tristezza. Lo immagino in varie altre situazioni della sua vita: in fila alla posta ma senza nulla da pagare o ritirare, in attesa del Bus ma senza salirvi, all'appuntamento con la fidanzata ma single, inginocchiato nel confessionale ma senza peccati.

Si spazia da concetti Zen ad incalcolabili formule economiche di costo/beneficio; da enigmi ortopedici a drammi neurologici fino alle anomali rifrazioni di luce e alle droghe allucinogene. Poi il rasoio di Ockham bussa discretamente al tuo intelletto e propone quella tragica soluzione finale: "ok basta è un coglione".

martedì, giugno 18  

Australiana esce dal coma e parla con accento francese

Questa cosa conferma una mia antica convinzione: per parlare il Francese è necessario un danno cerebrale. Se sei francese, ce l'hai di serie. Se non sei francese, devi procurartelo in qualche modo come ha fatto la signora.
(link alla notizia)

martedì, giugno 11   >

Non toglieteci mai il clacson

Il clacson va protetto, è uno degli ultimi segni manifesti della nostra sana bestialità. Il testimone del nostro verso ancestrale. Con il clacson abbaiamo agli altri veicoli, ruggiamo a quelli più piccoli e squittiamo a quelli più grossi.
Le macchinette city-car pigolano e guaiscono, i furgoni muggiscono e i camion barriscono e ruttano insieme, come il primo t-rex di Spielberg.

Il clacson è il nostro corno di guerra, il nostro tamburino, il nostro gong e la nostra sirena, arpa e trombone, piffero e cannone. Il pensiero fatto suono, un gesto che risolve ermeneutiche e semiotiche interpretative. E' il nostro codice morse genetico, epidermico, un colpo, due colpi, una raffica, un continuato, una bottarella, una schiacciata abbestia.

Sei bona, sei stronzo, cornuto, ciao carissimo, ué caro amico da quanto tempo ma adesso non posso fermarmi, aò levati dalle palle, scendi che sto aspettando, sono qui, auguri, che cazzo fai, e basta con questi fazzolettini, è verde vai coglione, è giallo vai coglione, è rosso-fresco vai coglione, gool.

Le navi spaziali del futuro avranno il clacson, automobilisti del cosmotraffico incroceranno razze mai viste prima e si capiranno con un paio di colpi di clacson, i 'cinque toni' di Incontri Ravvicinati l'avevano vista giusta, erano cinque colpi di clacson presi da un camion, e già si capiva tutto.

Fratelli di traffico, colleghi dannati dello stesso girone, non dovete più pensare, giocate pure con le vostre narici e suonate, suonate, suonate.



domenica, giugno 9   > , , ,

Deduzioni domenicali

Papa Francesco: "Tranquilli, Gesù vi perdona Sempre". Aggiungerei: "Quindi fate il cazzo che vi pare".

venerdì, maggio 24  

Crimi a Radio24

Questa mattina ascoltavo l'intervista a Vito Crimi su Radio24. Vado interrogandomi su quali possano essere le oneste motivazioni che schierano una persona mediamente intelligente contro le posizioni espresse dal neo-senatore. Personalmente ho trovato la sua chiarezza e la sua coerenza ineccepibili.

mercoledì, maggio 15   >

Carriere musicali

Il tipo dalla voce ispirata che canta nello spot in sottofondo 'Granbiscotto is foreveer..', mi fa una pena sincera.

Vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi commosso e dargli una pacca sulla spalla.

domenica, maggio 5   >

Il nido della rondine se lo fa la rondine

Sono qui a guardare questo nido di rondine. Ammiro la forma, la composizione e la tenuta a parete.
E' sera, la rondine madre è definitivamente rincasata con il suo carico di insetti e vermi per i piccoli.

Dall'interno del nido si sente un pigolìo stridulo diffuso, come il suono di un modem, staranno cenando.

Penso che un uccello ha realizzato questa semplice costruzione. L'ha fatta perfetta e adesso ci sta dentro con i suoi piccoli.
La forza di gravità non li disturba, il nido è attaccato sotto al muro, loro ci sono dentro si muovono e fanno peso, ma il nido resta attaccato.

Penso se la rondine avesse chiesto a me di fargli il nido, a me, uomo, membro della specie dominante sul pianeta, con i miei pollici opponibili e la grande scatola cranica probabilmente piena di cervello.

Sarei andato a comprare del pongo, lo avrei modellato e impastato con pagliuzze, avrei aspettato che si indurisse, sarei andato in ferramenta a comprare del silicone o del biadesivo tenace per fissare il polpettone concavo all'intonaco. Abbarbicato ad uno scaletto avrei lavorato e smadonnato per qualche ora.

Poi sarei sceso e avrei atteso, avrei osservato la famiglia di rondini entrare nel loro nuovo nido. Li avrei sentiti cenare all'interno.

Poco dopo li avrei visti rovinare al suolo, il nido in frantumi, i piccoli nel panico, la madre che mi guarda con disprezzo, e il ragazzo del ferramenta che dice "dottò per quel materiale il biadesivo non tiene, ci vogliono i fischer, ma voi il trapano a percussione lo tenete?".

sabato, marzo 23   >

Districarsi

Osservo ed ascolto una affettata signora straniera in coda con me verso le casse. Dialoga con una sua accompagnatrice scandendo le parole a voce alta e con tono alterato.
L'accento è dell'europa orientale. Per due volte, a distanza ravvicinata, delizia tutta la fila scandendo un paio di 'Disticazzi' volendo intendere 'Districarsi'.

mercoledì, agosto 8   > , ,

Le Olimpiadi del Kaz

Proprio così, a tavola con un amico abbiamo definitivamente deciso che queste sono le Olimpiadi del Kaz. Ho scoperto con sorpresa questi grandi atleti e questo grande popolo, il Kazachistan. E' stato bello leggere Kaz sui loro cappellini, sui loro costumi e nelle grafiche dei punteggi. Ho esultato quando il kazako Ilya Ilyin ha sollevato l'insollevabile (418 Kg), portandosi a casa la medaglia d'oro e il nuovo record del mondo, una grande indimenticabile impresa del Kaz. Avanti così. (foto da qui)

martedì, luglio 17  

Mutevolezza della vulva

'Figa' e 'Mona' sono due sostantivi con lo stesso vaginale significato. Entrambi diffusi in regioni nordiche della nostra penisola. Fin qui tutt'ok se non fosse che 'Figo' e 'Figata' hanno un significato molto positivo e 'Mona' e 'Monata' hanno un significato offensivo e negativo. Chiedo a quel mona di Umberto Eco di scriverci un trattato, sai che figata.

Viaggio o meta

Di sera costretto a prendere il treno con i suoi incredibili ritardi, con tutti quei puntuali disagi per i quali gli altoparlanti chiedono sadicamente scusa ghignando, non posso non notare ogni volta viaggiatori consumati, accasciati gli uni sugli altri, accatastati come vacche morte in vagoni frigo senza il frigo. Tra quei disagi c'è infatti sempre l'aria condizionata che non va o che si è improvvisamente rotta.

Dal nulla sale un ragazzetto felice con scritto sulla maglietta: 'Il bello non stà nella meta ma nel viaggio'.
Gli stanchi sguardi bovini osservano a turno quel motto toracico. Poi s'appisolano o forse muoiono, mandando nel mondo lente gocce di 'mavaffanculo' distillate da ascelle disincantate.

giovedì, luglio 12   >

Sociolfattivo

Certi luoghi, certi angoli puzzano. Ma a puzzare non è la povertà ma la disperazione. La povertà ha i suoi odori, la disperazione puzza. 

lunedì, luglio 2   >

Bambini sulla riva e padri alla deriva

Sonnecchio sulla sdraio. Mi guardo i piedi poggiati sulla sabbia, ben cotti da questo Caronte del primo luglio. A soli 5 mesi dalla fine del mondo e per nulla preoccupato, sono ancora incuriosito dalla varia umanità. Laggiù sulla riva del mare  distinguo due figure in piedi, sono umani. Un bambino di qualche centimetro saltella e stride come un delfino, agita le zampine e schizza l'acqua verso il delfino padre, ritto e severo dinanzi a lui.
Raggiunto dalle goccioline, il padre articola suoni minacciosi e mena il dito nell'aria dicendo cose tipo 'nosmettilatihodettodinopiantalanonsifa!'. Il nanetto si ferma, lo guarda e calciando l'acqua lo rischizza fregandosene. Il padre, attore sul palcoscenico dinanzi a noi, platea sulle sdraio, si piega lo agguanta lo volta lo sculaccia lo rivolta e lo ripianta sulla sabbia dinanzi a sé. Pausa. Il bimbo fa per piangere poi si ferma e accompagnandosi con un ampio gesto del braccio urla un acutissimo: mavaffanculoooo. Il padre fa finta di nulla, si cala gli occhiali sul naso, si gira e se ne va.

giovedì, giugno 14   >

Strange sounds

Questa cosa degli strange sounds all over the world è interessante. Su Youtube c'è già una rasssegna di casi crowdsourced ipervisitati. Io ho assistito ad una manifestazione del fenomeno questa mattina, giuro.

venerdì, aprile 20   > ,

About Sabina

Oggi Giorgio Montefoschi sul Corriere ha descritto esattamente la mia percezione di Sabina Guzzanti, il retrogusto strano per cui, pur apprezzando tutto ciò che dice, non riesco a farmela piacere.