sabato, dicembre 24   > ,

Un regalo diverso

Dice che c'è la crisi, ci vuole un regalo diverso. Ok facile, stasera i miei cari sotto l'albero ci trovano questo.
Grazie Pedro, Buon Natale a tutti.

giovedì, dicembre 22   >

I treni degli altri

Che prima del mio, passa sempre un trenino che va nella direzione opposta con quattro gatti a bordo, sorridenti. Lo guardo farsi piccolo correndo verso sud, verso i monti e gli alberi e Bell e Sebastien etc.
Anche il capotreno lo pilota felice e ho come l'impressione che ci saluti ridendo della nostra condizione di lavoratori che si spostano nell'altra direzione.
Una di queste mattine ci salgo e celebro il mio pezzetto di Truman Show.

martedì, settembre 27   > , ,

Noi che i fumetti

Che si fa, si continua a far finta di nulla, a leggere di allegri anziani che non vanno ai processi, di nuovi cardinali e arcivescovi insediati con gran (inspiegabile) copertura mediatica,  o ci si ferma un attimo tutti e si realizza con un polposo senso di vuoto che ieri è morto Sergio Bonelli
Quanti di noi, tarme da edicola, se ne stanno oggi con un baloon bianco sulla testa con dentro tre puntini sospensivi? Noi che solo il profumo di certi 'giornalini' ci scatenava la salivazione. Ci abbattevamo come locuste sui preziosi stampati: da Braccio di Ferro a Provolino passando per Felix il Gatto, da Tiramolla alle centinaia di Topolino, e poi i Marvel e poi gli Alan Ford con le pagine rilegate male che si staccavano e diventavano assorbenti sul fondo-gabbia del criceto. 
A tavola, mano destra alla forchetta e mano sinistra ferma sul giornalino messo in piedi, perfetta barriera tra noi e genitori. I dialoghi tra Zio Paperone e nipoti erano interrotti qua e là da flebili richiami di nostro padre: Non si legge a tavola. Ma anche lui era troppo distratto dai vari TG per controllare che il monito avesse avuto seguito. 
Poi un bel giorno scoprimmo i fumetti Bonelli. Capimmo come chi cresce e si fa la prima barba che eravamo saltati in un tempo diverso. Sono i momenti in cui echeggia quell'Ubi Maior impietoso e il nostro 'Reparto Mentale Attenzione/Interesse' invia il suo portavoce a parlarci: 
Gentilissimo titolare, come sta? Avrà sicuramente registrato un calo di Interesse per i dentoni di Provolino o gli spinaci di Braccio di Ferro. Si sarà accorto che i crimini di Gambadilegno o le cadute di Paperino non la coinvolgono più emotivamente. Ebbene caro titolare, sono qui per comunicarle che noi del reparto Attenzione/Interesse abbiamo staccato la spina a questi fornitori minori ed abbiamo stipulato con successo un contratto in esclusiva con l'editore Bonelli. Da oggi, caro titolare, lei leggerà solo quelli. Solo da quelli trarrà giovamento. Solo con quelli si incuriosirà, sognerà e viaggerà. Gli altri fumetti le parranno lontani e banalotti. Buona giornata, la saluto. 
Un sms a Sergio? Sarebbe questo:
"Grazie Sergio Bonelli per i mondi aggiuntivi con cui hai espanso le nostre vite in larghezza".
Si lo so, se n'è andato pure Mirigliani, appena ho tempo dedico un post anche a lui, dieci minuti di scrittura commemorativa non si negano a nessuno, che diamine. Il problema è che devo superare quel dannato quadro di Angry Birds.

sabato, settembre 24   >

mercoledì, settembre 14   >

Stiamo cambiando aspetto

Trenitalia sta appendendo qua e là all'interno dei vagoni dei cartelli con la dicitura 'Stiamo cambiando aspetto'.

Il commento di un viaggiatore napoletano non troppo soddisfatto dei servizi è stato: "Tant semp v truamm o'stess e v' rumpimm o cul"

(Tanto comunque vi troviamo e ve la facciamo pagare)

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Benestante

Il tipo mentre mi dava il resto a spicci finiva il discorso con un cliente 'resident/nullafacent' in piedi in un angolo dell'edicola.

"Ma no, quello che dite voi è un'altra persona, sta pieno di guai. Quello che sto dicendo io invece ha lo stesso cognome ma è benestante."

Eccola. È una delle parole che mi piacciono di piú. Mi piace il suono, il fatto che sia composta, mi piace il contenuto positivo che trasmette, la sintesi che fa. Benestante.
In qualche modo ho sempre attribuito a questa parola piú colori dei pochi che ha, la altero e la lego erroneamente ad un senso di pace.

Noi associamo immagini alle parole.
La mia immagine per 'benestante' è palesemente sbagliata ma oramai mi dicono che non si puó piú cambiare: visualizzo ogni volta mio nonno che dorme sorridente sul divano con mezza copertina sui piedi e con la tv in bianco e nero che gracchia da sola nel silenzio del pomeriggio estivo.

Mentre associo sono consapevole che quello è solo un uomo anziano che sta godendosi un gran pisolino dopo un po' di vino, decisamente da tutt'altra parte rispetto al benestante del vocabolario. Se poi aggiungiamo che mio nonno era un operaio padre di cinque figli, ci allontaniamo ulteriormente dalla parola.
Se poi ci mettiamo che era pure malato, uno si chiede da dove cazz arrivi questa associazione.
E invece per me quel placido quadretto ha per titolo proprio: Il Benestante.
Ma molliamo il nonno e andiamo avanti.

Benestante è una bella parola, dicevo. La usiamo per indicare uno che non ha problemi economici.

Ho chiesto a mia madre (benestante inconsapevole) cosa associ lei a 'benestante'. Ebbene lei vede persone sorridenti, eleganti, mai particolarmentente impegnate in cose faticose, data l'agiatezza. E specifica che sono belli, puliti e spensierati.

Con la spensieratezza potrei insistere con la mia associazione e riproporre il nonno che pisola, ma sarebbe sbagliato di nuovo poiché lui pisolava in pausa pranzo dalla fabbrica, non era spensierato ma si era fatto un culo cosí ed era in coma. Magari il sorriso era una paresi.

Come colpo di grazia dai benestanti belli e puliti di mia madre, va infine detto che il nonno era pure brutto e inevitabilmente anche un po' sudicio.

Comunque, ció che vorrei fissare in questo post malestante è che: essendo 'benestante' una parola potenzialmente poetica, piacevole all'udito e al palato, la gradirei svincolata dal mero fatto monetario e recuperata al senso letterale, promossa a descrizione d'un piacevole clima dell'animo, anche se temporaneo.

- Pancrazio, come va oggi?
- Oggi sono nel benestare. Ho molte delle mie poche esigenze al momento soddisfatte. Quindi benestó. Il mio cane mi guarda felice con la lingua penzoloni e ci godiamo assieme questo raggio di sole. Noi adesso siamo proprio benestanti.
Poi, se il mio nome non fosse Pancrazio starei ancora meglio.



lunedì, settembre 12   >

Sbocchi professionali

Ai ragazzi che in questo periodo delicato stanno scegliendo la facoltà a cui iscriversi dico: scegliete bene e una volta al termine non fermatevi, cercate di specializzarvi.
Allego una foto di chi ce l'ha fatta.

sabato, settembre 10   >

Ascensore per la Salvezza

Questo adesivo della 'Gioventú Ardente Mariana' attaccato all'interno della cabina di un vecchio ascensore ispira alcuni pensieri al mio povero cervello infedele:
1. Questo ascensore é palesemente poco sicuro, devono essersene accorti anche gli 'ardenti';
2. La richiesta di Salvezza in questo caso la comprendo anch'io;
3. La 'Madonna Ascensorista' potrebbe essere un nuovo culto mariano di successo, con visite di preghiera per gruppi da massimo 310 Kg;
4. L'Ascensione diventa nel caso specifico un'esperienza mistica fruibile e catartica associata e fatta seguire a continue e colpevoli 'Discensioni';
5. Collego vagamente la 'Gioventú Ardente Mariana' alla 'Gioventú Bruciata' di quel film con James Dean, troppo fumo in entrambi i casi.

lunedì, luglio 25   >

Maiali, siete salvi

So che in molti hanno cercato senza successo fonti meno importanti, tipo quella dell'eterna giovinezza. Io nel frattempo ho trovato questa.
Le coordinate ovviamente rimangono segrete.

mercoledì, luglio 20   >

Stazioni Ferroviarie avanzate


Correvo avanti e indietro, leggevo cartelli e chiedevo informazioni a persone che puntavano dita a casaccio.
Poi finalmente ho trovato quest'insegna e sono corso verso la salvezza.
Finalmente, una Cappella!
Mi stavo veramente pregando addosso.

martedì, ottobre 12   >

Passaggi

Stasera sul treno da Napoli centrale è entrata una falena dal finestrino.
Ha volato il giusto per andare a posarsi pigra su una parete.
Se n'è stata lì.
Alla fermata di Pompei, è scesa.

sabato, ottobre 9   > ,

I miei tre fiammiferi per oggi

Il primo per illuminare una fugace riflessione tv. Rimbalzando su vari channels anglofoni mi sono imbattuto per coincidenza in un paio di programmi su tema charity, homeless e belle cose così. In entrambi le anchorwomen chiamate a sensibilizzare il pubblico sui poveracci senza fissa dimora, avevano per l'occasione un culo come una casa.

Il secondo per illuminare le pagine memoriali dei grandi navigatori del passato. Ci sono vari libri, digitali e non, e tutti molto ispiranti. Da quei capitani che vagavano nel blu alla ricerca di terra ci tiri fuori parecchie lezioni, tipo: se qualcosa sembra terra e poi scompare, son cose che capitano a chi va per mare, fregatene, magari prendi un cannocchiale migliore al marinaio e riguardi un po' le rotte, specie se sei in mare da parecchio.

Il terzo per illuminare la postazione del lustrascarpe che vedo ogni mattina in Piazza Garibaldi. Un'occupazione coraggiosa nel 2010, ove fermarsi a farsi lustrare le scarpe da uno sciuscià di mezza età scappato da un film di De Sica, diventa un problema serio.
1) non ci sono più tante scarpe che possono essere lustrate.
2) se ti fermi a fartele lustrare, la gente ti guarda come fossi un verme approfittatore.
3) ti senti un verme approfittatore mentre lui te le lustra.

Ma malgrado le difficoltà tecniche lo sciuscià ogni mattina è rimasto al suo posto, da circa un anno.
Ieri, l'evoluzione: delle persone gli hanno portato delle buste piene di scarpe da lustrare e pulire, altri guardavano la scena e promettevano di fare lo stesso. Così adesso funzionerà, lo so. Minzolini, dì questo nel tuo tg.

Jacques sicuramente li usava meglio, ma ognuno c'ha i fiammiferi suoi.

mercoledì, settembre 29   > ,

Sweet Lele

Corona a peCorona.
Cara Belen, io te l'avevo detto. Il mio numero lo sai.

domenica, settembre 12   >

Suzuki

Dal menu del giapporistorante risulta significare: Branzino.
Magari ai motociclisti appassionati di pesce, farà piacere.



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sabato, settembre 11   >

Diciamoglielo

Viviamo nel tempo della velocità, della sintesi, della caccia all'attenzione, delle mono-porzioni, dei micro-pagamenti, della mobilità estesa, del turn-over estremo e dell'ansia.

Va benissimo, però diciamoglielo pure:

- alla cassiera del Supermercato Futura della chiavica di paese dove abito;
- ar 'monnezza' che puntualmente guida la sua cessocar col gomito fuori, davanti a me, nelle strade strette, mano destra per volante e sigaretta, mano sinistra per saggiare il vento e mignolo per riequilibrare la quantità di cerume nell'orecchio.
- al cameriere placido di un certo ristorante, che con la scusa che non scrive perché si ricorda tutto, porta sempre le cazzo di cose che si ricorda lui, che non sono le cazzo di cose che ho ordinato io.
- a Ratzinger, e al suo holy ghost-writer.
- all'edicolante che mentre scopriva che non gli era ancora arrivato, io perdevo 4 treni.
- a certi applausi di certe opere liriche.
- a certi tergicristalli.

poi se ci vogliamo calmare tutti, allora calmiamoci Tutti.




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Insert Coin

Nello specchio dell'ascensore ieri sera c'era uno che mi somigliava. Uno un po' sfavato e bagnato di pioggia. In alto a sinistra per un attimo sono apparse in fila le faccine dei videogames, quelle che ti dicono quante volte sei morto e quante vite ti rimangono. Sarà stata una svista, ma ce n'era stranamente una in più, malgrado il punteggio non esaltante.


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lunedì, settembre 6  

Waka Waka fever

Che se proprio lo devi ballare, fatti un attimo un esame di coscienza e calcola quanto sei distante, in chilometri, geneticamente, da Shakira.
Poi, se proprio è il caso, unisci le manine e comincia.

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giovedì, agosto 19  

In Salento

In Salento è difficile che piova.
Quando dappertutto sta piovendo, di solito in Salento non piove.
In Salento ieri c'era un cane abbandonato e un salentino lo ha adottato.
In Salento c'è un pescatore che vende i ricci per strada, si mette un guanto nero e te li apre con un coltellino e tu li mangi e lui ti guarda.
In Salento c'è una signora grassa come un trullo che ride felice e balla il twist quando dall'altoparlante si diffonde la musica anni '60.
In Salento gli indigeni si danno appuntamento la sera e fanno picnic notturni lungo la costa parlando e mangiando fino a tardi.
In Salento non sanno fare il gelato.
In Salento c'è una con un bel culo che sta sdraiata tutto il giorno ad ascoltare il suo ipod, poi qualcuno la chiama al telefonino e lei lo manda affanculo.
In Salento le cozze fanno parte di te.
In Salento le persone attraversano la strada molto più lentamente che altrove.
In Salento non c'è campo se non lo cerchi in complesse posizioni yoga.
In Salento ci sono i napoletani e i milanesi.
In Salento si mangia lo spumone duro.
In Salento c'è un tabaccaio che spiega che il fumo non uccide.
In Salento siamo tutti amici e ci prestiamo le pompe per gonfiare i materassini.


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mercoledì, maggio 26   >

domenica, maggio 2   >

Postulato di Reynolds

In qualunque giorno cadrà l'appuntamento per l'esame radiologico, l'operatrice sarà sempre una giovane donna e la tua mutanda sarà sempre quella sbagliata.
(mio umile apporto domenicale all'opera di Murphy)