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Il bivio di Ruggeri, due vicoli ciechi

Prima di tutto propongo una colletta per comprare un pacco di vocali e consonanti e farne dono a quest'uomo, così, per fargli provare le piccole gioie del linguaggio, l'ebbrezza di articolare una frase di senso compiuto, oltre a 'in questa notte di venerdi perché non dormi perché sei qui' . Ero curioso di guardare il programma, sapevo che avrebbero proposto il caso Zanfretta , abbastanza noto all'ufologia internazionale. Avrei molto gradito un approccio analitico e razionale al fatto, senza i soliti pregiudizi e approssimazioni. Dopo pochi minuti è subito chiaro che non c'è trippa per gatti. Il programma è un carrozzone , la parola d'ordine è arraffazzonamento . Il conduttore, unico vero alieno, oltre a mancare di un lessico per comunicare con i terrestri in studio, non ne sa mezza manco a leggerla su una legione di gobbi. Ma va avanti e fa domande e interventi che farebbe Luca Giurato nel sonno dopo una porchetta e un fiasco di sangiovese. Sempre il nostr...

Vieni camioncino della mente

Il camion della monnezza, arriva, fa casino, si ferma e solleva i bidoni, prende tutto in sé, rantola, ingoia, raglia lamenti di motori e se ne va, da qualche parte lontano da qui. Tutti puliti di nuovo e chi se ne frega dove li porta. E' tasto destro e svuota cestino. E' un concetto un po' messianico, il camioncristo che ci monda e s'addossa le nostre scorie . E allora vieni camioncino della mente, per le cose pensate male, per quelle ascoltate peggio, per quelle dette e buttate, che macerano e s'ammassano e percolano per una vita.

Visioni politiche dopo due birre

Liscio, tu adesso continui a far bruciare qualche bandiera qua e là, qualche pupazzetto, filmatini su gente che strilla per strada, ah vai a parlare in qualche altra università, esatto, dì che siamo delle merdacce, a parole tue si, che la bomba te la fai, che la vuoi, che il paese non si piega, il demone infedele blabla, si esatto, che sei un treno in corsa, bravo, che non ti fermi e che sei pure pronto alla guerra. Cosa. Ma no ma vai tranquillo. E certo che ci credono, ma che scherzi? Ma ti dico di si. Che palle ma tu fallo e zitto. E quando quando, che vai di fretta mo? Un paio di mesetti e veniamo, una bombardatina, la storia che portiamo la democrazia etc. Vabbuò? Ok ciao allora. Si la barba non troppo lunga, bella la giacca si, pure la camicia, vieni fico in tv, ti registriamo certo. Ciao ciccio eh, dai che c'ho da fare, ciao. Madò proprio de coccio questo oh.

How the Grinch stole winter

Guarda, la foto di un anno esatto fa. Quanta neve c'era? Ti rendi conto. No io ieri stavo per strada in camicia. Si pure le farfalle, erano 2, bianche, diglielo. Il canaro dice che ci so' già parecchie pulci in giro, gli devi dare le gocce. Le zecche ancora no mi pare, ma chiedi. No io stanotte proprio scoperto, il piumone è sprecato. Ma senti che arietta, primavera proprio. Dice le mezze stagioni, qua proprio le stagioni. Si ma poi me ne accorgo dai dolori, signora mia le gambe. Solo quella giornata di acquaneve a inizio gennaio, neanche tanto fredda poi, e basta. Arrivava a terra e si squagliava, zà, cotta proprio. Qua 'ste fabbriche, l'inquinamento, chissà che cazz sta succedendo, speriamo bene, buonasera eh. I guanti ancora nuovi, ancora nella bustina stanno, prendili faglieli vedere che quello non mi crede. Ma come no, pure i miei là stanno. Un paio di rondini già sono tornate, stamattina sopra la finestra del cesso. La tropicalizzazione. Dice che in Sicilia giran...

Costanzo rewinded

Il Costanzosciò mi ri-piace. Ieri notte m'è ricapitato davanti. 'Egli' appare despocchiato, ingentilito e quasi simpatico. Gli ospiti sono quelli sconosciuti, interessanti, bizzarri e divertenti di una volta. Il vippone ogni tanto. La formula con il comico sull'ultima seggiola a destra e la passerella. Risate in leggerezza. Brao Maurì, mountebbaiàppiù eh? Quetto deifà, e batta.

Breve sogno di parità

Io steward su un volo della Qantas, cammino lungo il corridoio e distribuisco le ciambelline. Ecco Scarlett Johansson seduta al posto finestrino. Mi sporgo, la guardo negli occhi e le sussurro.. seguimi . Senza una parola aggiunta, me la porto per mano alla toilette e la trombo che fuori pensano a una turbolenza. Poi apro la porta e lei felice se ne torna al suo posto. Una collega fa la spia. La Qantas mi licenzia .

La palla sull'albero

Cavazza dice che è là dal '70 . Il giorno dopo Italia-Germania andarono giù nel parchetto a far finta d'esser Rivera e Boninsegna. Il cross era teso, Pancaldi del secondo piano ci mise una gran testa e il ferroviere respinse a pugni chiusi. Ancora il Pancaldi caricò il destro e gli mise sotto una gran punta al volo. La guardarono tornare giù dalle nuvole e sparire nelle foglie. Il ferroviere azzardò l'arrampicata ma la moglie da bordo campo gli ricordò l'ernia e lui lasciò perdere. Se ne andarono al bar. Al pomeriggio prendo il caffé e la guardo dalla mia cucina. Pioggia, neve, vento, sta sempre là, ferma nelle stagioni in mezzo ai rami. Oramai ha un che di naturale, se qualcuno la togliesse da lì quell'albero perderebbe la ragione, cadrebbe appassito di solitudine, senza il suo Wilson di Cast Away. Ma anche lei non rotolerebbe più, spaesata dal suolo, dai calci, lei che è una pallafoglia, una ramopalla, un'altra cosa che nessun bambino capirebbe. E' tanti ...