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Del bidé e del sogno americano

Una certa attitudine degli americani, questo loro riconoscibile impeto al salvamondismo e all'efficienza potrebbe essere in qualche modo riconducibile al fatto che questi c'hanno tutti il culo sporco? Dice, che c'entra? C'entra, è una forma di disagio inconscio, induce inquietudine che ognuno canalizza a suo modo. Le spaccate di James Brown, i tremori di Elvis, la comicità venata di tristezza di Allen. Da tempo rifletto su questa profonda differenza tra certi popoli, un divario non segnato da divinità, da scritture, dal colore della pelle. Una frattura invisibile che se ne stà là, nei cessi.
Ogni volta che vai da loro, nella city che never sleeps, lo cerchi, ma non lo trovi. E giù con le solite domande. Scusa Chris ma voi come fate a lavarvi il culo? Noi facciamo la doccia la mattina. Si ok, ho capito che 300 millions di americani cagano tutti insieme la mattina e nudi si lavano il posteriore, tipo nuoto sincronizzato. Ma Chris, ci sarà in mezzo a voi, nell'Illinois, nell'Ohio, nel Tennessee qualche sfigato che caga nel pomeriggio, magari in ufficio e con un gran senso di colpa ovviamente. Chris dice che c'è la carta, punto. E' un confronto che non porta da nessuna parte. La società americana è culturalmente consolidata e non accetta correzioni di tale portata, specialmente sull'igiene dell'ass. Ma noi abbiamo la certezza di essere nel giusto e un po' li compatiamo. Sti yankees, improvvisamente selvaggi.
Passo in rassegna tutti i sogni venduti col bug. Gene Kelly che canta e balla sotto la pioggia, col culo in disordine. Vivien Leigh domani è un altro giorno senza bidé. Kim Basinger, 9 settimane e mezzo di mutandine con la sgommata. Kennedy, but what you can do for your country with your dirty ass. Il capitano Kirk seduto sul ponte di comando, culo appiccicoso all'ultima frontiera. Cruise, top gun, take my bidé away, un culo sporco a mach 3. Harry ti presento Sally e i suoi tarzanelli.
Una ecatombe, una lista interminabile.
Però tu, Angelina, ti prego, dimmi che te lo lavi.

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